pecorina

Per far godere un uomo, basta una pecorina

La pecorina forse è la posizione sessuale più ancestrale, quella frequentata maggiormente nell’antichità. L’iconografia pagana ci mostra satiri, demoni e altre figure rassicuranti nell’atto di scopare o inculare adepti assortiti e animali, ma anche le civiltà storiche antiche sono solite rappresentare artisticamente questo tipo di approccio sessuale con una valenza di chiara sottomissione.

Perché di sottomissione si tratta senza dubbio. Chi si inginocchia davanti a noi, offrendoci il proprio buco del culo, affinché possiamo usufruirne nelle metodiche che riteniamo più opportune, non si sta forse sottomettendo a noi?

La pecorina è una dimostrazione della fiducia che chi ci è davanti vuole mostrarci di avere in noi. Si offre a noi, senza nemmeno guardarci negli occhi per intuire le nostre intenzioni. Affonda il viso nel cuscino, lascia scendere leggermente il bacino verso il basso per aprirsi ancora un po’ e attende che noi entriamo nel nostro ruolo, che entriamo nel suo orifizio pronto. Questo per tutti: uomini e donne.

Questa, forse, è la ragione primaria per cui il sesso anale a pecorina è tanto gradito dagli uomini. Sicuramente non rappresenta la posizione più facile, e pertanto può essere tranquillamente sconsigliata ai novizi del genere. Tuttavia, dopo avere preso confidenza con il sesso anale, la pecorina può trasformarsi in breve nella posizione prediletta da entrambe i partner.

Se la pecorina è sottomissione, agevoliamo il ruolo del sottomesso, stiamo alla sua la parte e assecondiamo il suo desiderio di soddisfare i nostri piaceri. Aiutiamolo a sistemarsi per bene sul letto, apriamo bene le sue cosce, giochiamo con la nostra punta sul suo ano, spingendo leggermente ma senza entrare. Baciamo l’ano, anche se tecnicamente, questa pratica in regime di sottomissione dovrebbe essere eseguita in senso inverso, ovvero sarebbe lui che si trova a pecorina, a doversi esercitare in un rimming esemplare sul nostro pertugio. L’iconografia pagana con mostra chiaramente come Satana si faceva ampiamente leccare il buco del culo dai suoi sottoposti, e anche il database di videopornoitalia ci mostra come leccare il culo sia un palese segno di sottomissione. Ma questi sono dettagli, e quando ci si trova davanti a un culo a pecorina, una leccata ai suoi contorni nessuno ce la può negare, nemmeno Satana.

A questo punto stringiamo fra le mani i fianchi del nostro paziente, e dopo una esemplare lubrificazione di retto e membro, iniziamo una penetrazione profonda. Profondissima, di quelle che sembrano non terminare mai, alla ricerca della prostata perduta, quella magica ghiandola prettamente maschile che può far godere l’uomo da sé, senza necessariamente masturbarlo davanti. E andiamo avanti, sbattendo la nostra punta contro questa noce buia, ingrossandola e infine irrorandola con i n nostri schizzi.

Ecco, queste sono le ragioni dell’enunciato che hai letto nel titolo di questo articolo. All’uomo basta una pecorina per godere, nulla di più. Che sia penetrato da un uccello di carne, o dallo strap-on della propria compagna, in questa maniera, alla pecorina, l’uomo è in grado di godere indefinitamente, provando un orgasmo che ha qualcosa di femminile.

Ora, diciamo la verità. Chi è realmente il sottomesso e chi il dominante?